educazione emotiva

Sostenere la crescita emotiva di un bambino o di un preadolescente è un compito estremamente complesso ed è in aumento il numero di ragazzi che sperimentano difficoltà psicologiche e comportamentali.

Negli ultimi anni, sono avvenuti importanti cambiamenti nelle famiglie e nella società che hanno influenzato l’emotività e il comportamento dei ragazzi, delineandosi come possibili cause dell’aumento del disagio a cui si assiste.

La comprensione della vita emotiva del bambino si è molto ampliata ed è oggi chiaro che l’individuo in fase di sviluppo ha un ruolo attivo nella costruzione della propria realtà.

 

L’EDUCAZIONE RAZIONALE-EMOTIVA

L’educazione razionale-emotiva (ERE) permette di insegnare al bambino a riconoscere e gestire le proprie emozioni, attraverso un lavoro di alfabetizzazione emotiva che si basa sulla consapevolezza degli stati emotivi e dei meccanismi di pensiero che li influenzano. L’ERE è un’estensione dei principi e dei metodi dalla Rational Emotive Behavior Therapy (REBT), che in italiano viene tradotta con l’espressione “Terapia Razionale Emotiva Comportamentale”. Questo tipo di terapia è stata ideata dallo psicologo statunitense Albert Ellis ed è la teoria psicologica che ha dato maggior impulso allo studio dei meccanismi mentali che stanno alla base delle reazioni emotive. L’accostamento dei termini “razionale” ed “emotiva” indica la possibilità di raggiungere il benessere emotivo utilizzando la capacità di pensare in modo razionale.

 

COME FUNZIONA

L’educazione razionale-emotiva comprende un insieme di strategie utili per favorire il benessere emotivo del bambino e del preadolescente  nel momento in cui emergono le prime manifestazioni di disagio.

Gli psicologi utilizzano l’espressione “dialogo interiore” per indicare il meccanismo con il quale la persona elabora la propria visione degli eventi, commentando internamente ogni esperienza personale. Le reazioni emotive ai diversi eventi sono influenzate dal modo in cui la persona rappresenta nella propria mente le situazioni, cioè dal modo in cui pensa ad esse. Alcuni pensieri vengono definiti “irrazionali”; in particolare si tratta di quei pensieri che producono emozioni esageratamente negative, che descrivono in modo non realistico gli eventi, che si presentano come assolutistici, che non aiutano a raggiungere i propri scopi e che portano ad avere reazioni emotive eccessivamente intense e prolungate. I pensieri razionali producono invece una visione realistica della realtà, che ridimensiona l’impatto emotivo degli eventi e facilita il raggiungimento dei propri scopi. Secondo questo approccio, per superare gli stati d’animo spiacevoli è necessario riconoscere i propri pensieri irrazionali e, successivamente, sostituirli con altri più costruttivi.

 

PER COSA E’ UTILE?

Lo scopo dell’educazione razionale-emotiva è quello di favorire nel bambino e nel preadolescente la gestione delle proprie emozioni, sviluppando alcune competenze:

  • la capacità di superare le emozioni nocive e di coltivare quelle positive;
  • la capacità di costruire rapporti interpersonali soddisfacenti e di accettare se stessi e gli altri;
  • la capacità di tollerare la frustrazione e di autoregolare il proprio comportamento;
  • la capacità di esprimere in modo costruttivo i propri stati d’animo e di raggiungere un equilibrio emotivo adeguato.

 

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Educazione emotiva per bambini e preadolescenti