Per mindfulness intendiamo uno stato particolare della mente, in cui dirigiamo la nostra attenzione, in maniera intenzionale e non giudicante, verso la nostra esperienza del momento presente. L’attenzione viene diretta sia verso i nostri stati interni sia verso l’esperienza esterna.

La mindfulness prende origine da antiche pratiche di meditazione orientale ed è stata riadattata al mondo occidentale dal biologo americano Jon Kabat-Zinn. Kabat-Zinn, a partire dagli anni settanta, ha contribuito a diffonderla e a far sì che sempre più persone potessero conoscerla e utilizzarla.

Le pratiche mindfulness, negli ultimi anni, si stanno ampiamente diffondendo ed è ormai riconosciuta la loro utilità nel migliorare la consapevolezza, la stabilità emotiva e la gestione dello stress.

Eline Snel, terapeuta olandese, è tra le persone che hanno lavorato per estendere la pratica della mindfulness ai bambini. La Snel spiega che avere un atteggiamento mindfull significa “capire che cosa succede dentro e fuori di noi con un atteggiamento di benevola apertura, essere consapevoli di ciò che accade nell’istante stesso in cui accade, senza dover per forza agire o reagire” (Snel, 2010).

I bambini sono naturalmente portati per la mindfulness perché, più degli adulti, vivono il momento presente. E’ quindi bene sostenere questa loro predisposizione e aiutarli a conservarla durante la crescita, in vista dell’adolescenza e dell’età adulta, tenuto anche conto del fatto che il loro cervello e loro sistema nervoso sono ancora in fase di maturazione e quindi più plastici.

Praticare la mindfulness aiuta i bambini a gestire lo stress al quale sono sottoposti, a causa dei molti impegni che hanno e delle situazioni familiari che vivono, che sono oggi molto più complesse rispetto al passato. Ci sono inoltre bambini che hanno alle spalle esperienze di disagio, che li rendono maggiormente predisposti a reazioni da stress e a difficoltà emotive. La mindfulness è risultata particolarmente utile anche per bambini con diagnosi di Sindrome da Deficit d’Attenzione con Iperattività e con Disturbi dell’Apprendimento.

I benefici che si osservano nei bambini che praticano la mindfulness sono:

  • sviluppo dell’attenzione e della concentrazione, con un miglioramento dell’apprendimento;
  • sviluppo della capacità di ascolto;
  • miglioramento del benessere emotivo e sviluppo dell’intelligenza emotiva;
  • miglioramento delle relazioni con gli altri e sviluppo di comportamenti prosociali, come la gentilezza, l’empatia e la compassione;
  • maggiore rilassamento;
  • protezione dagli effetti negativi dello stress eccessivo;
  • sviluppo della pazienza e della fiducia;
  • maggiore autostima.

Nella pratica, il sostegno del genitore è fondamentale. I semplici esercizi che vengono proposti possono essere utilizzati a casa dai genitori insieme ai loro figli.

Anche per i genitori, nel ruolo non sempre facile che ricoprono, è importante cercare di sviluppare un atteggiamento mindfull. Ciò significa, ad esempio, essere consapevoli delle proprie emozioni appena si manifestano, per evitare che queste ci “trascinino via”, ci dominino e ci spingano ad avere reazioni automatiche. Significa anche abbandonare le idee che abbiamo sul tipo di genitore che dovremmo essere e vedere il proprio figlio per quello che è; comprendere i pensieri e le emozioni del bambino senza respingerli o cercare ad ogni costo di modificarli.

Serve certamente un po’ di esercizio, ma la pratica della consapevolezza può portare nel tempo a un maggiore livello di benessere nel genitore, nel bambino e nella relazione.