risposta di rilassamentoLo stress è stato definito da Selye come una risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso. Potremmo anche dire che lo stress è uno sforzo di adattamento.

Le continue stimolazioni e richieste alle quali siamo sottoposti spesso minano il nostro equilibrio, inducendo in molti casi una situazione di crisi. Non tutti gli stress sono però negativi. Se riusciamo a rispondere in modo funzionale, non si innesca una situazione di crisi e possono, al contrario, verificarsi dei processi positivi (maggiore attenzione, maggiore motivazione); si parla, in questo caso, di eustress (lo stress “buono”). Se invece non riusciamo a far fronte allo stress, perché utilizziamo strategie che non funzionano o perché siamo sottoposti a carichi eccessivi, si parla di distress (lo stress nocivo).

La reazione che ciascuno di noi ha allo stress dipende da alcuni fattori: l’intensità dell’evento stressante, la valutazione che facciamo di tale evento, le esperienze simili che abbiamo vissuto in precedenza, la percezione che abbiamo delle nostre possibilità di controllare la situazione, il significato (anche simbolico) che attribuiamo all’evento stressante.

E’ ormai riconosciuto che la nostra mente e il nostro corpo sono un’unica entità che funziona in relazione alla realtà circostante. E’ quindi facile immaginare come la presenza di uno stress eccessivo o costante possa avere delle conseguenze a livello corporeo.

Gli eventi stressanti, che possono essere esterni (le richieste che l’ambiente e le altre persone ci fanno) o interni (credenze, pensieri, ragionamenti, preoccupazioni…), hanno un ruolo nel determinare la produzione di ormoni, che a loro volta sono causa di reazioni corporee. Se non riusciamo a far fronte allo stress, finiamo per trovarci in uno stato di sovraeccitazione cronica, che può portarci a un crollo (emotivo, psicologico o fisico).  Ad esempio, si possono verificare: un aumento dell’irritabilità, sintomi ansiosi, depressione, danneggiamento della memoria, aumento della tensione muscolare e diminuzione dell’efficienza del sistema immunitario.

Come possiamo allora affrontare lo stress evitando di incorrere in questi problemi? Provando a dare una risposta funzionale e creativa al problema. Nel 1956, Hans Selye scriveva:

Fondamentale è la gestione dello stress, per la quale non c’è una formula di successo uguale per tutti anche se la strada è uguale per tutti: vivere in armonia con le leggi della natura, stabilendo il giusto ritmo di marcia. E imparando ad utilizzare tecniche il cui valore per il miglioramento della vita è stabilito, come l’attività fisica, alcune tecniche psicologiche e la meditazione.

La meditazione, in ambito psicologico e sanitario, è intesa come un addestramento alla presenza mentale che calma la mente e agisce su diversi livelli: fisico, energetico e psicologico. Tra le varie pratiche, la Risposta di Rilassamento (The Relaxation Reponse) messa a punto dal cardiologo americano Herbert Benson è molto utile ed efficace per la gestione dello stress e dell’ansia.

Si tratta di una pratica meditativa che, attraverso quattro fasi, insegna a gestire lo stress e la tensione. A livello corporeo, porta a una diminuzione del consumo di ossigeno, all’abbassamento del ritmo respiratorio, a un aumento delle onde alpha del cervello e all’attivazione del sistema parasimpatico (legati entrambi a una situazione di calma e rilassamento), a un miglioramento del sonno.

La Risposta di Rilassamento di Benson viene insegnata in quattro sedute con cadenza settimanale. E’ previsto che la persona pratichi a casa, quotidianamente. In questo modo, può addestrarsi a gestire le situazioni di stress e di ansia in maniera funzionale e trarre grandi benefici per il proprio benessere psicologico e fisico.

La Risposta di Rilassamento contro stress e ansia