Qualche giorno fa, la mamma di una bellissima bambina di pochi mesi, mi ha posto una domanda: “è possibile che mia figlia sogni?”.

La prima riflessione che questa domanda mi suscita è che spesso le persone (e anche i genitori stessi) tendono a sottovalutare le capacità e le competenze dei bambini nel primo anno di vita. I primi 12 mesi che il bambino trascorre nel mondo, sono un tempo in cui il piccolo impara, sviluppa capacità, crea connessioni cerebrali, mette a punto modalità relazionali… e ha un livello di recettività che probabilmente non avrà più così alto nel corso di tutta la sua vita.

Ma veniamo alla domanda specifica che questa mamma mi poneva. Vista la premessa, viene ora facile intuire la risposta: sì, i neonati sognano e lo fanno in misura maggiore rispetto agli adulti. E’ stato stabilito da molte ricerche che i piccoli iniziano a sognare già nella pancia della mamma, intorno alla 23^ settimana di gravidanza.

Ma che significato ha il sogno per lo sviluppo del feto e del neonato? Un significato importantissimo. Il sogno infatti è un’attività che, per i bambini come per gli adulti, permette di riorganizzare e rielaborare tutti gli stimoli (visivi, uditivi, tattili, emotivi…) che sono stati percepiti nelle ore di veglia.

I sogni riflettono quindi quello che si è percepito durante la giornata. Per questo, è stato ipotizzato che i sogni del neonato siano incentrati principalmente sugli stimoli tattili che, come è noto, sono il principale canale che il bambino utilizza per conoscere il mondo esterno nei primi mesi di vita.

Sogni neonati

I sogni dei neonati