Vaso della FelicitàL’idea è della scrittrice americana Elisabeth Gilbert, autrice del libro “Mangia, prega, ama”, che ha dato a un semplice esercizio di psicologia positiva il nome di Vaso della Felicità.

Ecco in cosa consiste. Ogni sera si prende un qualsiasi pezzo di carta e ci si scrive sopra il momento più felice del giorno appena trascorso, avendo cura di riportare anche la data. Il bigliettino viene poi piegato e inserito in un vaso, in un barattolo o in un altro contenitore.

Questa pratica colpisce sicuramente per la sua estrema semplicità. Ma perché funziona? Quali benefici si possono avere dal creare il proprio personale Vaso della Felicità?

In primo luogo, esso aiuta a sviluppare un’attitudine positiva e a focalizzare la propria attenzione sui momenti felici della propria giornata. Siamo tutti portati a essere maggiormente concentrati sui problemi, sulle difficoltà e sulle criticità. Se qualcuno ci chiede “come è andata la tua giornata?”, siamo più portati a rispondere raccontando qualcosa di negativo perché i fatti critici richiedono di essere gestiti o risolti e questo richiede energia e attenzione. Un cono gelato mangiato al parco, un sorriso ricevuto da un passante, una bella canzone sentita alla radio passano inosservati, perché la nostra mente è impegnata a pensare a come risolvere quel problema di lavoro, a programmare gli impegni della settimana per non dimenticare niente, a decidere cosa consigliare a quell’amico che si sta separando.

Fermarci a scrivere i nostri momenti migliori ci aiuta a modificare questa attitudine e a fissare nella nostra memoria anche le esperienze felici.

L’altro uso del Vaso, suggerito dalla Gilbert, è questo: nei periodi bui, nelle giornate più faticose, nei momenti difficili della nostra vita, è possibile aprire il Vaso, estrarre uno o più bigliettini e rileggerli. Il ricordo positivo sarà una piccola ancora alla quale aggrapparsi.

Non ci sono regole particolari per iniziare a creare il proprio Vaso della Felicità. Non resta che provare.

Il Vaso della Felicità